p 241 .

Paragrafo 2 . La psicologia.

     
La psicologia sperimentale.
     
Dall'inizio del diciannovesimo secolo si erano andati sviluppando  gli
studi  di  fisiologia,  relativi cio ai meccanismi  di  funzionamento
degli  organismi viventi. Se la follia  una manifestazione patologica
del  sistema  nervoso,  dunque fondamentale studiare il funzionamento
normale (la fisiologia) di quel sistema, quali sono gli stimoli  che
esso pu ricevere, e le reazioni a tali stimoli. Da questi studi nasce
- come scienza autonoma - la psicologia.
     La  psicologia, come momento del sapere filosofico, risale almeno
a  Platone  e  alla  sua tripartizione dell'anima, e accompagna  tutta
l'elaborazione  filosofica  fino a Kant, che  nega  con  decisione  la
possibilit  di  formulare una teoria scientifica  dell'anima:  solo
all'interno  di  un  discorso etico - cio filosofico  -    possibile
l'analisi dell'idea psicologica, altrimenti costretta a costituire una
pura e semplice antinomia della Ragione.(6)
     E'  ormai  consuetudine far risalire la nascita della  psicologia
come  scienza  non  filosofica  alla pubblicazione,  nel  1860,  degli
Elemente  der  Psychophysik  (Elementi di  psicofisica)  di  Theodor
Gustav Fechner (1801-1887), che usa nello studio dei fenomeni psichici
lo stesso metodo applicato alle scienze della natura.(7)
     La  psicologia,  quindi,  come la totalit  delle  nuove  scienze
dell'uomo,  nasce  nella grande fucina della cultura  positivista  che
domina l'Europa delle scienze nella seconda met dell'Ottocento.
     
p 242 .

La psicologia filosofica.
     
Sulla  scia  della critica kantiana - ignorata da Hegel -  i  filosofi
irrazionalisti  dell'Ottocento indagano e fanno  emergere  un  aspetto
della  psiche  precluso  all'indagine  scientifica:  quell'area  del
pensiero  che  pu  apparire  follia  alla  ragione,  ma  nella  quale
albergano forme di conoscenza e di sapienza.
     I  poeti  e  i  filosofi dell'Ottocento operano  una  liberazione
della  follia  ben  pi  ampia  di quella  degli  psichiatri  e  degli
psicologi  positivisti: pongono la follia accanto alla ragione  -  non
contro di essa, e nemmeno sua serva.
     E'  chiaro che non si tratta di una follia patologica,(8) bens
di   una  attivit  fisiologica  del  pensiero  umano:  il  Wille   di
Schopenhauer - che opera in tutta la realt in maniera inconsapevole -
si fa consapevolezza nell'uomo; cos come  consapevole l'illusione di
Leopardi,  la  follia  religiosa  di  Kierkegaard,  il  dionisiaco  di
Nietzsche e il suo uomo folle che annuncia la morte di Dio.
     Questi  poeti e letterati e scrittori fanno affiorare al  livello
della  consapevolezza il sottosuolo - come lo chiama  Dostoevskij  -
presente e operante in ciascun uomo.
